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Mercoledi 28 gennaio, ore 21.30 L’omaggio a Django Reinhardt

27 Gen

Mercoledi 28 gennaio, ore 21.30, presso Le Fornaci di Terranuova Bracciolini

L’omaggio a Django Reinhardt di Geri e Martini chiude ‘Aspettando Valdarno Jazz Festival’

Nell’attesa della 25a edizione del Valdarno Jazz Festival (7 febbraio – 7 marzo, nei comuni del Valdarno con i giganti del jazz italiano e straniero), si terrà mercoledì 28 gennaio l’ultima guida all’ascolto, con concerto, di preparazione al festival. Dal titolo Lo swing al di qua dell’oceano, da Django Reinhardt ai nostri giorni, sarà un omaggio a Reinhardt a cura dei musicisti Maurizio Geri (chitarrista e cantante, tra le collaborazioni Caterina Bueno, Banditaliana di Riccardo Tesi, a capo di Maurizio Geri Swingtet) e Jacopo Martini (fiorentino, chitarrista e compositore, ha studiato jazz con Jim Hall, David Liebman, Barry Harris, Agostino Di Giorgio, Fabio Zeppetella, Dario Lapenna).

Gli insegnamenti e la visione musicale di uno zingaro del jazz, ovvero Reinhardt, saranno al centro di questo incontro-concerto, corredato da video, ascolti e esecuzioni dal vivo. Nell’occasione, sarà presentato il metodo ‘la chitarra jazz-manouche’, primo studio in italiano su questo stile musicale, che sarà presto tradotto in inglese. Il libro è distribuito da Curci e edito da  Reno Brandoni (fingerpicking.net).

Inizio ore 21.30, ingresso libero.

In collaborazione con Associazione Music Pool, Biblioteca Le Fornaci, Associazione I-Jazz

Per ulteriori informazioni https://valdarnojazzfestival.wordpress.com

Infoline 339 4762352 / 335 6919900; mail a valdarnojazz@gmail.com

Valdarno Jazz Winter Festival 2015

29 Dic

In collaborazione con i Comuni 

di Montevarchi – San Giovanni Valdarno – Terranuova Bracciolini

VALDARNO JAZZ WINTER FESTIVAL 2015.

Direzione Artistica: Daniele Malvisi & Gianmarco Scaglia

PROGRAMMA:

Anteprima Festival

Sabato 7 e Domenica 8 Febbraio Valdarno Jazz Weekend in collaborazione con la rivista Jazzit.

●Sabato 7 Febbraio ore 22:00 – Terranuova Bracciolini (AR)

“Mirco Pedrotti Quintet”

con

Mirko Pedrotti, vibrafono

Lorenzo Sighel, alto sax

Luca Olzer, piano-sinth-Fender Rhodes

Michele Bazzanella, basso elettrico

Matteo Giordani, batteria

“Energia” è la parola che meglio descrive il progetto musicale di questa formazione, premiata con i l primo posto al Barga Jazz Contest 2013 che ne ha decretato il lancio e la raggiunta visibilità a livello nazionale . Attraverso personali ed incisive composizioni originali, il vibrafonista Mirko Pedrotti ha raccolto attorno a se alcuni tra i più attivi e validi musicisti presenti sulla scena jazzistica trentina dando vita a un progetto musicale dal groove inedito ed accattivante nel quale i tempi dispari e le armonie

modali rappresentano il terreno ideale per la ricerca e la sperimentazione

musicale. L’impronta stilistica viaggia nella direzione intrapresa da artisti quali Dave Holland, Chris Potter, Avischai Cohen e Steve Coleman strizzando l’occhio

al mondo del rock-progressivo.

Mirko Pedrotti, diplomato nel 2007 in percussioni presso il Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento, si è successivamente specializzato con il massimo dei voti presso il Conservatorio di musica “E. F. Dall’Abaco”

Verona con Saverio Tasca. Nel marzo 2013 ha conseguito anche la Laurea in Musica Jazz al Conservatorio di Trento sotto la guida di Roberto Cipelli e Robert Bonisolo. Collabora con diverse orchestre e teatri nazionali tra i quali Orchestra dell’Arena di Verona (VR), Orchestra Haydn (BZ), Filarmonica della Scala (MI), Orchestra Regionale Toscana (FI), Orchestra I Pomeriggi Musicali (MI) ecc..

Negli ultimi anni si è dedicato intensamente alla composizione, sviluppando un linguaggio musicale in grado di attingere alla tradizione classica del ‘900 (soprattutto per quel che concerne l’aspetto ritmico) per poi rimodularsi in uno stile personale underground.

●Domenica 8 Febbraio ore 17:30 – Terranuova Bracciolini (AR)

Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto, 19.

Fifty-Seven” di Gianmarco Scaglia

con

Simone Graziano, piano

Gianmarco Scaglia, contrabbasso

Giovanni Paolo Liguori, batteria

E’ un progetto che si ispira al piano trio, infatti oltre che ai brani originali di Graziano e Scaglia, ci sono  alcuni registrati nel 1957, anno importantissimo per la storia del Jazz, ed è il medesimo al quale si ispira questo progetto. Ogni brano è un trampolino di lancio per l’improvvisazione, oppure per un dialogo di interplay o ancora di assoluto vigore ritmico.”

*

●Venerdì 13 Febbraio ore 21.30 – Terranuova Bracciolini (AR)

Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto, 19.

“Trio Bobo”

con

Alessio Menconi, chitarra

Faso, basso elettrico

Christian Meyer, batteria

Sorprendente l’energia e il groowe della sezione ritmica del funambolico gruppo di ELIO E LE STORIE TESE. I tre musicisti si uniscono nel 2002 per dare vita ad un trio ricco di energia per una collaborazione che fonde i loro stili ed esperienze in un’unica musica che, per formalità, chiamiamo jazz-rock o funky-jazz.

Il concerto, che prevede composizioni originali ed alcune cover, è una grande occasione di riunire tre tra i più richiesti ed apprezzati musicisti della penisola che danno vita ad un “vero” ensemble e suono di gruppo estremamente originale.

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●Domenica 15 Febbraio – Montevarchi (AR) ore 17:30

Fabbrica della Conoscenza La Ginestra, Via della Ginestra 21.

“Trio Ellipsis”

con

Danilo Memoli, piano

Stefano Senni, contrabbasso

Mauro Beggio, batteria

Il pianista Danilo Memoli ha accompagnato negli anni musicisti italiani come Pietro Tonolo, Carlo Atti, Roberto Rossi, Fabrizio Bosso, nonché americani come Dave Schnitter, John Mosca, Vincent Herring, Jesse Davis, Eddie Henderson e soprattutto Steve Grossman – nel cui quartetto milita dagli anni novanta. Ha inciso vari dischi a proprio nome e come sideman tra il 1997 e il 2013. Il trio è completato da Stefano Senni (contrabbasso) e Mauro Beggio (batteria), che hanno all’attivo importanti collaborazioni con musicisti internazionali tra cui, ad esempio, Steve Grossman, Tom Harrell, Dave Schnitter, Stefano Bollani Stefano Senni; Robert Bonisolo, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Pietro

Tonolo per Beggio. Dopo numerosi concerti in Italia ma anche in Germania e Polonia, il trio ha pubblicato tre cd per la Cat Sound Records, coadiuvato dal sassofonista tedesco Ralph Reichert. Essi contengono una serie di standards scelti dal produttore ed arrangiati da Memoli. In “TIME ON MY HANDS” si unisce al trio – in tre brani – un ospite d’eccezione: il famoso sassofonista newyorkese Steve Grossman, che della collaborazione del trio di Memoli si avvale da molti anni. Nel secondo invece, “EARLY AUTUMN”, è presente in alcuni brani la cantante Ruth Young, che fu al fianco di Chet Baker nella vita e nella musica per tutti gli anni ’70. Il terzo disco, “ALL MY TOMORROWS”, vede affiancati al trio Reichert e gli statunitensi John Mosca (trombonista newyorkese di grande livello) e Kurt Weiss (trombettista e arrangiatore di vaglia). Oltre agli standards, il trio ha in repertorio alcune composizioni originali del leader e brani di autori come Monk, Parker, Powell, Ellington.

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●Sabato 21 Febbraio – Montevarchi (AR) ore 21:15

Fabbrica della Conoscenza La Ginestra, Via della Ginestra 21.

Guida all’ascolto “Evoluzione degli Standars” Incontro con il musicologo e critico musicale Aceste Ayroldi.

Nel repertorio jazzistico vi sono brani che sono conosciuti per una (o più) interpretazioni o arrangiamenti, ma non sempre si conoscono le radici del brano stesso, chi lo ha inizialmente composto e, quindi, la versione originale. Così come, fin troppo spesso, si dimenticano le radici storiche e geografiche a fondamento del brano, lì dove è stato pensato e costruito. L’idea è quella di far conoscere l’anamnesi storica ed i profili estetici di alcuni standards attraverso l’ascolto dei brani eseguiti dal vivo e attraverso un’adeguata collocazione storica.

●Domenica 22 Febbraio – Montevarchi (AR) ore 17:30

Fabbrica della Conoscenza La Ginestra, Via della Ginestra 21.

“Jazz Standards Quartet”

con

Fabrizio Mocata, piano

Daniele Malvisi, sax

Gianmarco Scaglia, contrabbasso

Andrea Marcelli, batteria

L’associazione Valdarno Jazz propone questa produzione in collaborazione con il musicologo Alceste Ayroldi sull’interpretazione degli standars nei vari momenti storici dell’evoluzione della musica jazz.

Per l’occasione il gruppo storico formato da Daniele Malvisi, Gianmarco Scaglia e Fabrizio Mocata vedrà la straordinaria partecipazione di Andrea Marcelli alla batteria reduce da un tour in Canada e U.S.A.

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●Venerdì 27 Febbraio – Terranuova Bracciolini (AR)

Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto, 19.

Shayna Steele Quintet

con

David Cook, piano

Brian Cockerman, basso

Ros Pederson, batteria

Jeremy Most, chitarra

Shayna Steele, voce

“Lo stile vocale di Shayna Steele e le sue canzoni originali combinano R&B, soul e jazz, ispirato a diversi talenti come Ella Fitzgerald, The Temptations, e Aretha Franklin.” – Dennis McMillon, San Francisco Bay Times. Ogni descrizione o aggettivo per questa straordinaria vocalist è implicito nelle importanti collaborazioni ed ingaggi che ha avuto: attualmente in tour con il fenomeno mondiale del momento, i vincitori del Grammy Award per “Best R&B performance”, gli Snarky Puppy, è stata protagonista a Broadway in Rent, Hairspray, vocalist per Moby, Bette Midler, Rihanna, John Legend. I suoi colleghi lodano la sua capacità, la sua dedizione e la grinta nel voler sempre perfezionare le sue doti canore. Sul palco e in studio, l’eccellente cantante stupisce per la sua potenza, la sua estensione vocale, l’espressività e la sua tecnica.

Da Gennaio è prevista l’uscita del suo prossimo album che vede la partecipazione di grandi nomi come Marcus Miller, Eric Harland e Christian McBride, per dare poi il via al suo tour europeo 2015. Sentirete la sua voce ispirata da Big Mama Thornton nell’ esecuzione blues come può facilmente scivolare verso il suono soprano del jazz più puro senza batter ciglio.

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●Sabato 7 Marzo ore 21:30 – San Giovanni Valdarno (AR)

Cinema Teatro Bucci, corso Italia,3. In collaborazione con Eventi Music Pool.

“Viaggiando”

con

Rosario Bonaccorso, contrabbasso

Roberto Taufic, chitarra

Fabrizio Bosso, tromba

La innata forza della sua scrittura melodica e l’attraente forma canzone su cui da anni lavora, continuano ad essere i punti di forza compositivi del contrabbassista ligure-siciliano Rosario Bonaccorso. Ancora una volta egli sa scegliere con sensibilità ed attenzione i suoi compagni di viaggio assicurandosi come risultato l’emozionante realizzazione delle sue ispirazioni musicali. Viaggiando è composto da ben 14 brani originali firmati di suo pugno che ci fanno viaggiare da un’emozione all’altra così come da un continente all’altro, sempre legati a quel fil rouge del viaggio come motivo ispiratore, che è da sempre protagonista nelle avventure musicali del contrabbassista. Oltre al fidato Fabrizio Bosso, sempre presente negli ultimi lavori discografici di Bonaccorso, qui troviamo il chitarrista brasiliano Roberto Taufic, la poesia e la cultura che portano dalle loro terre natie, arricchiscono e colorano ancor più quel sapore di viaggi oltremare e quel variegato mondo di emozioni, che sa donarci la musica di Rosario Bonaccorso …”

 

Venerdì 1 marzo presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini Tra leggende e promesse del jazz, al VJ il sax di Emanuele Cisi incontra la storica batteria di Eliot Zigmund

28 Feb

 Valdarno Jazz, venerdì 1 marzo presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini

Tra leggende e promesse del jazz, al VJ il sax di Emanuele Cisi incontra la storica batteria di Eliot Zigmund

Emanuele Cisi al sax tenore, Massimiliano Rolff al contrabbasso, Eliot Zigmund alla batteria

 

Il Valdarno Jazz Festival, diretto da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, cala uno degli assi della sua 21° edizione. Venerdì 1 marzo presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini (via Veneto), alle ore 21.30, appuntamento speciale, tra leggende e promesse del jazz, con il trio capitanato dal sassofonista torinese Emanuele Cisi, uno dei musicisti Italiani più apprezzati sulla scena jazz internazionale: nel 1985, a soli 21 anni, è nei ricostituiti Area, mentre nel 1995 è il vincitore della categoria Nuovi Talenti nel Top Jazz della rivista Musica Jazz. Accanto a lui, in formazione per il Valdarno Jazz Winter Festival, il grande batterista newyorkese Eliot Zigmund, leggenda del jazz americano, instancabile drummer che con grande creatività e sapienza ha affiancato nella sua carriera e su progetti stabili grandi artisti come Bill Evans, Michel Petrucciani, Jim Hall, Stan Getz Pat Metheny e Benny Golson, solo per citarne alcuni. Musicista caratterizzato da un solido senso del beat, abbinato a grande gusto e sensibilità musicale, rimane tutt’oggi uno dei batteristi di riferimento della scena mondiale. Completa la formazione una nuova promessa del jazz Italiano, il contrabbassista e compositore Massimiliano Rolff. Ne scaturisce un concerto jazz in cui tradizione e ricerca si intrecciano con un sound asciutto e contemporaneo.

 Nell’occasione del concerto, si inaugura venerdì presso l’Auditorium, ad ingresso libero, la mostra “L’evoluzione della batteria nel jazz”, a cura di Alessandro Bianchini; presenta una collezione di batterie d’epoca, mettendo in luce i cambiamenti che la batteria, intesa come insieme di strumenti a percussione, ha subito dalle prime apparizioni nella scena musicale jazzistica dall’inizio del secolo ‘900 fino ai giorni nostri (mostra in replica il 22 marzo al Teatro Bucci). Ingresso 10 euro intero, 7 ridotto (under 26/over 65, ulteriori info: https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/; info 339 4762352 / 335 6919900).

Emanuele Cisi ha inciso una dozzina di cd come leader (o co-leader), e più di 50 come sideman, in vari paesi europei per etichette italiane e straniere (tra cui Emi, Blue Note, Universal, BMG). Ha suonato in concerti e registrazioni radiotelevisive in Europa, Stati Uniti, Cina, Oceania, collaborando con alcuni dei più importanti musicisti della scena mondiale come Clark Terry, Jimmy Cobb, Billy Cobham, Nat Adderley, Aldo Romano, Steve Grossman, Toquinho, Flavio Boltro, Sting e molti altri. Il suono personale e ricercato, l’approccio energico, uniti a una profonda conoscenza della tradizione e a uno spiccato senso della melodia e dello swing, sono i tratti salienti del suo stile.

Al VJ il trio europeo del pianista Antonio Faraò, con il placet di Herbie Hancock

15 Feb

Sabato 16 febbraio ore 21.30, Terranuova Bracciolini, Auditorium Le Fornaci, ingresso 7-10 euro

Al VJ il trio europeo del pianista Antonio Faraò, con il placet di Herbie Hancock

Antonio Faraò: piano, Martin Gjakonovski: contrabbasso, Vladimir Kostadinovic: batteria

“Antonio non è solo un ottimo pianista, è un grande”. Sono le parole di Herbie Hancock ad introdurre il musicista Antonio Faraò, considerato dalla critica uno dei più interessanti pianisti jazz dell’ultima generazione. Sarà in concerto sabato 16 febbraio alle ore 21.30 presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini, in trio europeo accompagnato da Martin Gjakonovski al contrabbasso, al suo fianco da 15 anni, e il giovane batterista serbo Vladimir Kostadinovic. Nel live brani originali di Faraò, tratti dall’ultimo album, “Domi”, dedicato a suo figlio Dominique e a tutti i bambini del mondo, oltre a vari brani tratti dai cd in trio e in quartetto; il repertorio spazierà fra temi originali melodici e altri ritmicamente/armonicamente piú complessi, includendo standard, in una proposta artistica eterogenea e diversificata (ingresso 10 euro intero – 7 euro ridotto, programma completo su https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/).

 Antonio Faraò, romano, classe ’65, è considerato dalla critica uno dei più interessanti musicisti jazz dell’ultima generazione. È nato in una famiglia dalle radici musicali ben salde: la mamma, nota pittrice e poetessa, e il padre, batterista jazz, entrambi appassionati di musica, lo abituano sin da piccolo all’ascolto di musicisti come Benny Goodman, Count Basie, Duke Ellington, Frank Sinatra, Ella Filtzgerald, trasmettendogli un gusto per lo swing che resterà intatto anche negli anni successivi, diventando elemento peculiare del suo modo di suonare. Tra le numerose collaborazioni, Franco Ambrosetti, Andrè Ceccarelli, Daniel Humair, Gary Bartz, Lee Konitz, Steve Grossman, Tony Scott, Chico Freeman, Miroslav Vitous, John Abercrombie, e, tra i protagonisti della musica leggera, la grande Mina.
Dice Faraò: “E’ la prima volta che partecipo a Valdarno Jazz Festival, devo dire che sono molto contento di aver ricevuto invito. Spero di trovare un pubblico attento e caloroso, ma penso che se la musica è sincera il feedback da parte dell’audience sia inevitabile”.

Qualche domanda a Antonio Faraò:

Una riflessione sulla scena jazzistica in Italia. Come  la vedi?

In Italia purtroppo esiste un sistema a mio avviso che strumentalizza quei pochi appassionati e altri profani di questo genere, senza dar loro alcuna possibilità di confronto. L’idea è di diffondere meglio questa musica e magari essere più equi dando spazio anche ai numerosi talenti. Mi viene in mente l’esempio della Francia dove il jazz è molto ben valorizzato e diffuso ovunque.

Progetti futuri?

In questo momento sto lavorando a un mio nuovo progetto che sarà un importante evento discografico, prossimamente infatti mi recheró a New York per incidere il mio nuovo cd prodotto da Cristal Records e Jandomusic. Attualmente collaboro anche con il grande violinista Didier Lockwood col quale recentemente ho fatto una serie di Concerti strepitosi a Parigi. Sono un paio d’anni che vengo invitato a New York dal mitico batterista americano Mike Clark e l’estate scorsa mi ha chiamato per incidere il suo nuovo cd che abbiamo registrato nel famoso jazz club Iridium con: Randy Brecker, Donald Harrison, Christian McBride e Rob Dixnon, l’uscita è prevista per questa primavera o autunno

Ingresso ai concerti 10 euro intero – 7 euro ridotto (under 26/ over 65). Possibilità di abbonamento a cinque spettacoli da 28 a 40 euro. Programma completo su https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/; info 339 4762352 / 335 6919900; mail a valdarnojazz@gmail.com.

 

21° VJ WINTER FESTIVAL, IL JAZZ BRILLA NEL VALDARNO

4 Feb

Dal 9 febbraio al 22 marzo 2012 nei comuni del Valdarno torna la kermesse jazzistica diretta dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Eventi Music Pool

 21° VJ WINTER FESTIVAL, IL JAZZ BRILLA NEL VALDARNO

Otto eventi tra stelle internazionali e certezze italiane. Attesa per gli Yellow Jackets, la mitica band statunitense di jazz e fusion (22 marzo). In programma anche due mostre dedicate al jazz

Il Valdarno, situato tra Arezzo e Firenze, diventa anche quest’anno la casa del jazz internazionale. Dopo il ciclo di guide all’ascolto in preparazione del festival, si inaugura sabato 9 febbraio la 21° edizione del VJ – Valdarno Jazz Winter Festival, kermesse musicale diretta dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Eventi Music Pool e inserito nel Network Sonoro, cartellone che riunisce i festival toscani. Fino al 22 marzo in programma otto eventi di grande musica, animati dalle stelle del jazz italico e internazionale, che si terranno tra l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini, l’Auditorium Comunale di Montevarchi e il Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno.

Un’edizione che, in un momento di difficoltà sociale ed economica, punta alla qualità come faro guida, per rafforzare l’idea della necessità dell’arte e della musica nella vita di ognuno. Nel cartellone, l’apertura, sabato 9 febbraio alle ore 21.30 a Terranuova Bracciolini, è affidata alla nuova produzione del Quintetto di Daniele Malvisi, “Virtuos circles of Miles Davis”, uno sguardo a 360° sull’opera davisiana, che ne esamina tutti gli aspetti, dalle composizioni giovanili meno conosciute ai grandi successi, da Nefertiti, Seven Steps to Heaven, Kind of Blue, a Amandla, Tutù. Segue l’European Trio del pianista Antonio Faraò, considerato dalla critica uno dei più interessanti pianisti jazz dell’ultima generazione, presente il 16 febbraio a Terranuova accompagnato da Martin Gjakonovski al contrabbasso e Vladimir Kostadinovic alla batteria.

Il 23 febbraio, a Terranuova, doppio appuntamento: in apertura il Progetto Originals del quartetto di Gianmarco Scaglia, omaggio al suono acustico degli strumenti del musicista emiliano, da anni attivo in Toscana (tra le collaborazioni di prestigio Joe Diorio, Skip Hadden, Paul Wertico, John Helliwell, Danilo Rea, Paolo Fresu).  A seguire il Quartetto di Carmelo Emanuele Patty, vincitore del concorso Jazz by the pool 2012 per nuovi talenti della musica contemporanea. Una serata speciale, in cui giovani e affermati professionisti del jazz si incontrano all’insegna della buona musica. Stesso palco, il 1 marzo, per  Emanuele Cisi, sassofonista torinese tra i più apprezzati (nel 1985, a soli 21 anni, è nei ricostituiti Area, tra le collaborazioni da Clark Terry, a Jimmy Cobb, Billy Cobham, Toquinho, Sting e molti altri), che incontra il contrabbassista e compositore Massimiliano Rolff e il grande batterista newyorkese Eliot Zigmund, leggenda del jazz americano. Zigmund è l’instancabile drummer che con grande creatività e sapienza ha affiancato nella sua carriera e su progetti stabili grandi artisti come Bill Evans, Michel Petrucciani, Jim Hall, Stan Getz e Benny Golson solo per citarne alcuni.

Sesto appuntamento, il 10 marzo, presso l’Auditorium comunale di Montevarchi, con le note suadenti del duo formato dal vocalist anglo-italiano Alan Farrington e dal chitarrista Sandro Gibellini, a cui segue, sempre a Montevarchi, il 17 marzo, il Valdarno jazz ensemble, l’appuntamento che valorizza la scena musicale giovanile. La chiusura del festival, il 22 marzo presso il Teatro Bucci a San Giovanni, è con Yellow Jackets, mitica e longeva (dal 1977) band statunitense di jazz e fusion, in cui compaiono giganti del jazz del calibro del pianista Russell Ferrante, del bassista Felix Pastorius, del batterista Will Kennedy e del sassofonista Bob Franceschini.

In programma anche due mostre d’arte, ad ingresso libero: la prima, dal titolo “L’evoluzione della batteria nel jazz”, a cura di Alessandro  Bianchini, presenta una collezione di batterie d’epoca, mettendo in luce i cambiamenti che la batteria, intesa come insieme di strumenti a percussione, ha subito dalle prime apparizioni nella scena musicale jazzistica dall’inizio del secolo ‘900 fino ai giorni nostri (dal 1 marzo presso l’Auditorium Le Fornaci, in replica il 22 marzo al Teatro Bucci); la seconda, “Riservato agli amici del Valdarno Jazz”, è l’esposizione fotografica a cura di Carlo Braschi, fotografo ufficiale del Festival, con vari scatti che immortalano i protagonisti delle 20 edizioni passate, dal 16 marzo a Le Fornaci.

 “Sarà un’edizione a base di buona musica e di interplay, che ha l’intento di coinvolgere la scena jazzistica tutta”, dicono i direttori artistici Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia. “Vogliamo che il Valdarno Jazz sia affare di molti, e non di pochi. È per questo che durante l’anno organizziamo le guide all’ascolto e una serie di iniziative volte a coinvolgere le associazioni della zona. Il Valdarno Jazz pensa sempre in grande, ma per farlo parte sempre dalla situazione in cui è nato. È un festival ben ancorato al territorio. Ci teniamo a sottolinearlo perchè oggi, più che mai, è importante essere uniti e capire che la sopravvivenza della musica di qualità dipende sempre più dalla nostra coesione e forza di volontà”.

Ingresso ai concerti 10 euro intero – 7 euro ridotto (under 26/ over 65). Biglietto unico per Yellow Jackets 18 euro intero, 16 ridotto. Possibilità di abbonamento a cinque spettacoli da 28 a 40 euro, escluso Yellow Jackets.

Sito web: https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/; info 339 4762352 / 335 6919900; mail a valdarnojazz@gmail.com. Per concerto Yellow Jackets informazioni 055 240397, prevendite on line www.eventimusicpool.it,  altre prevendite: www.ticketone.it – Circuito Regionale Box Office tel. 055/210804 www.boxol.it.

Guide all’ascolto aspettando il 21° Valdarno Jazz Winter Festival

4 Gen

Da mercoledì 9 gennaio al 30 gennaio presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini

Da Pat Metheny al jazz bianco della west coast: ecco le guide all’ascolto aspettando il 21° Valdarno Jazz Winter Festival

Ogni sera alle ore 20.30 drink-coffeejazz presso Easy Bar con improvvisazioni musicali e a seguire, alle ore 21.30, la guida all’ascolto. https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/

 Da Pat Metheny al jazz bianco della west coast: ecco le guide all’ascolto aspettando il 21° Valdarno Jazz Winter Festival

Da Pat Metheny, musicista totale, al jazz bianco della west coast, con l’Igor Palmieri Quintet e il critico musicale italiano Alceste Ayroldi: quattro appuntamenti di guida all’ascolto, a cura di giornalisti e musicisti italiani, dedicate alla storia e ai protagonisti del jazz. È la proposta di “Aspettando il Valdarno Jazz”, iniziativa che da quattro anni i direttori del festival VJ (Valdarno Jazz), il sassofonista Daniele Malvisi e il contrabbassista Gianmarco Scaglia, organizzano presso la biblioteca dell’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 40 /D). Il ciclo di appuntamenti si terrà da mercoledì prossimo, il 9 gennaio, al 30 gennaio, e sarà una vera introduzione al Valdarno Jazz Winter Festival, che quest’anno giunge alla 21° edizione.  Ogni sera alle ore 20.30 drink-coffeejazz presso l’Easy Bar, di fronte alla Biblioteca delle Fornaci, con improvvisazioni musicali e, a seguire, alle ore 21.30, la guida all’ascolto .

Per le info clicca qui https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/programma/