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Aspettando VJ Winter Festival: ecco il programma delle guide all’ascolto

10 Gen

La 29° edizione del festival diretto dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool, si svolgerà dal 4 febbraio a marzo nei comuni del Valdarno

Storie di uomini, musica e altro: al via le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Festival”

Il primo appuntamento presso la Biblioteca Le Fornaci di Terranova Bracciolini, mercoledì 4 gennaio alle ore 21.30, sarà Le invisibili città dell’immaginarioDaniele Malvisi introdurrà ai segreti dell’ultimo capolavoro discografico del sassofonista statunitense Chris Potter, Imaginary Cities, in un parallelo con le pagine di Italo Calvino

In attesa della ventinovesima edizione del Valdarno Jazz Festival, che si svolgerà dal 4 febbraio a marzo nei comuni del Valdarno, con i concerti dei grandi nomi del jazz internazionale, mercoledì 4 gennaio alle ore 21.30 presso la Biblioteca comunale Le Fornaci di Terranova Bracciolini (Ar) si inaugurerà il ciclo di guide all’ascolto Aspettando Valdarno Jazz.

Dal titolo Storia di uomini, musica e altro, saranno sei appuntamenti, a ingresso libero, tra momenti di musica live e ascolto, in collaborazione con Regione ToscanaValdarno CultureMusic Pool, Biblioteca Le Fornaci e i comuni del territorio. In apertura, il sassofonista Daniele Malvisiintrodurrà ai segreti dell’ultimo capolavoro discografico del sassofonista statunitense Chris PotterImaginary Cities, che saranno svelati attraverso l’indagine parallela della sua musica e la lettura di alcune tra le pagine più rappresentative del libro Le città invisibili di Italo Calvino, interpretate dall’associazione Donne di Carta.

Il ciclo di incontri proseguirà con il filosofo e musicologo Neri Pollastri che discuterà di come la pratica dell’improvvisazione sia fondamentale per la vita umana (11 gennaio); si parlerà di identità artistica con il pianista e compositore Alessandro Galati (18 gennaio), ospite del festival anche con un concerto in trio il 10 febbraio, mentre il musicista e didatta Francesco Cusa illustrerà alcune tecniche di costruzione creativa (25 gennaio). Il 4 febbraio in Sting.. No Limits il critico musicale Alceste Ayroldi racconterà dell’artista britannico fondatore dei Police. L’appuntamento introdurrà l’apertura del Valdarno Jazz Winter Festival, con la prima del progetto firmato Vj e dedicato a Sting, con l’esibizione presso l’Auditorium Le Fornaci del Valdarno Jazz Collective in L’uomo visibile: l’altra faccia del razzismo liberamente tratta dalle note di StingMirko Pedrotti al vibrafono, Beppe Di Benedetto al trombone, Simone Gubbiotti alla chitarra, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Giovanni Paolo Liguori alla batteria si esibiranno in un racconto musicale scandito dalle parole di Ayroldi, affrontando l’impegno sociale di Sting, la diaspora africana, le lotte per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani e la nuova diaspora che sta attraversando il Mediterraneo. Nell’ambito delle iniziative, il 1 marzo, presso la biblioteca comunale di Loro Ciuffenna, si terrà la guida ascolto intitolata Capire il jazz.

A raccontare a Daniele Malvisi della dedica del disco Imaginary Cities a Italo Calvino, è stato proprio Chris Potter, in una chiacchierata dopo il concerto al Winter Festival 2016. Così parla dell’appuntamento Malvisi, musicista e direttore artistico della kermesse: “Dopo un lungo scambio con Chris Potter, mi ha fatto questa rivelazione. È stato per me un momento molto significativo. Così mi sono messo a studiare, prima il libro e poi l’album, che credo sia un capolavoro assoluto. Si tende a pensare che non ci siano più capolavori nella musica contemporanea, in realtà credo che siamo noi a non fermarci a ascoltare nella maniera giusta. Siamo immersi in una cultura del consumo, e quindi tutto passa velocemente. È un vero peccato, e questo è il motivo per cui proponiamo ogni anno le guide all’ascolto. Anche con il nuovo programma cerchiamo di far emergere ciò che non si vede, quello che c’è dietro la musica. Non a caso Neri Pollasti racconterà di come i filosofi si stiano interessando sempre di più all’improvvisazione come forma di linguaggio dell’essere umano. Ad esempio, vogliamo far capire come viene concepito un progetto musicale, come un musicista si riconosca nella propria arte. Con una novità: a marzo terremo la prima guida all’ascolto a Loro Ciuffenna. Sarà una specie di battesimo, in cui tenteremo di avvicinare il pubblico a quello che è il nostro territorio musicale”.

La cantante soul Shayna Steele in scena Venerdi 27 febbraio al VJ Festival

25 Feb

Venerdi 27 febbraio presso l’auditorium Fornaci a Terranuova Bracciolini

La cantante soul Shayna Steele (Moby, Rihanna, Snarky Puppy) al 25/o Valdarno Jazz Winter Festival

David Cook, piano

Brian Cockerman, basso

Ros Pederson, batteria

Jeremy Most, chitarra

Shayna Steele, voce

Venerdì 27 Febbraio sarà ospite al 25/o Valdarno Jazz Winter Festival, presso l’auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini, una vera star, la cantante newyorchese Shayna Steele, che si esibirà in concerto con il suo quintetto composto da David Cook al piano, Brian Cockerman al basso, Ros Pederson alla batteria, e Jeremy Most alla chitarra (ore 21.30, via Vittorio Veneto 19). Lo stile vocale di Shayna Steele e le sue canzoni originali combinano R&B, soul e jazz, ispirato a diversi talenti come Ella Fitzgerald, The Temptations, e Aretha Franklin. Ogni descrizione o aggettivo per questa straordinaria vocalist è implicito nelle importanti collaborazioni ed ingaggi che ha avuto: attualmente in tour con il fenomeno mondiale del momento, i vincitori del Grammy Award per Best R&B performance, gli Snarky Puppy, è stata vocalist per Moby, Bette Midler, Rihanna, John Legend, George Clinton. Ospite o corista di lusso, quindi, ma anche stella di Broadway ed artista acclamata dal grande pubblico americano: è apparsa nelle trasmissioni di David Letterman e nella serie televisiva I Soprano, ha recitato accanto a John Travolta e ha lavorato in celebri musical come Rent, Jesus Christ Superstar Hairspray.

I suoi colleghi lodano la sua capacità, la sua dedizione e la grinta nel voler sempre perfezionare le sue doti canore. Sul palco e in studio, l’eccellente cantante stupisce per la sua potenza, la sua estensione vocale, l’espressività e la sua tecnica. La cantante è in tour europeo per promuovere il suo nuovo album, Rise, che vede la partecipazione di grandi nomi come Marcus Miller, Eric Harland e Christian McBride. Alla testa di un gruppo assemblato proprio per esaltare al meglio le sue rare doti espressive, Shayna scuoterà i palchi con l’implacabile efficacia ritmica del suo originale e magnetico soul.

Rise è stata l’èoccasione per Shayna di raccogliere le sue esperienze attraverso il percorso dei suoi ultimi 4 anni. È prodotto da Matt Pierson e vanta le collaborazioni di David Cook (piano, tastiere, Organo, co-writer), Eric Harland (batteria), Marcus Miller (basso elettrico), Christian McBride (basso acustico), Robin Macatangay e Errol Cooney (chitarra) con guest come Robert Randolph (slide guitar), Bashiri Johnson (percussioni), Gregoire Maret (armonica), Andy Snitzer (sassofono) e la Downbeat Rising Star jazz vocalist Sachal Vasandani. “Molto di quello che ho scritto e creato per questo album l’ho fatto mentre lavoravo con la mia band e cantavo per Rihanna per 2 di quegli anni. Abbiamo passato un sacco di tempo a Londra, che è stata l’ispirazione per canzoni come Hyde Park, una canzone che parla di un amore proibito, il rammarico e l’abbandono”, dice la cantante. Poco dopo, Shayna è rimasta incinta di sua figlia e “I Got You” è stata scritto dopo la sua prima ecografia. “Quando ho sentito il suo battito cardiaco, per la prima volta, tutto quello che sapevo su il mio scopo e la mia esistenza è cambiato. Pertanto, anche la musica è cambiata inevitabilmente.” Questo album contiene alcune delle cover preferite di Shayna, come il singolo nominato ai Grammy “Paper Bag” di Fiona Apple.

 

Valdarno Jazz, diretto dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, è in collaborazione con associazione Music Pool, FTS – Fondazione Toscana Spettacolo, Valdarno Culture e è inserito nel circuito I-Jazz e Network sonoro.

Ingresso intero 15 €, ridotto 12 €.  Prevendite su circuito box office, su ticket one, e su www.eventimusicpool.it. Per ulteriori informazioni visitare il sito internethttps://valdarnojazzfestival.wordpress.com/; infoline 055.24.03.97.


Shayna Steele EPK 

https://www.youtube.com/watch?v=2UGatVF3E20

Anteprima del suo nuovo album:

http://www.okayplayer.com/news/shayna-steele-rise-lp-stream.html

Guarda i video con i vincitori dei Grammy Award Snarky Puppy:

https://www.youtube.com/watch?v=gsGHkUeTc_w

https://www.youtube.com/watch?v=puvJaKWB-P4

Altri video: 

https://www.youtube.com/watch?v=IrVUVRXz-Kw

https://www.youtube.com/watch?v=0zT8PtLImsk

Domenica 15 febbraio ore 17.30 – Trio Ellipsis

14 Feb

Domenica 15 febbraio presso la Ginestra – Fabbrica della conoscenza a Montevarchi

Al Valdarno Jazz il Trio Ellipsis, guidato dal pianista Danilo Memoli

Dopo il sold out di venerdi del trio Bobo, con Faso e Christian Meyer degli Elio e le Storie Tese, è raffinata e poetica la scelta stilistica del secondo appuntamento del Valdarno Jazz Winter Festival. A esibirsi domenica 15 febbraio presso La Ginestra – Fabbrica della conoscenza a Montevarchi (AR), sarà il Trio Ellipsis. L’ensemble è guidato dal pianista Danilo Memoli, collaboratore di Dave Schnitter, John Mosca, Vincent Herring, Jesse Davis, Eddie Henderson e Steve Grossman, nel cui quartetto milita dagli anni novanta; Memoli sarà accompagnato da due tra i massimi esponenti del jazz italiano, quali Mauro Beggio alla batteria e Stefano Senni al contrabbasso. Il trio cerca uno spazio sonoro in continua evoluzione, con un repertorio che si snoda tra composizioni originali e classici del repertorio jazzistico. Un’avventura sonora e musicale capace di rendere l’ascolto una sorpresa continua (ore 17.30, via della Ginestra 21).

Il trio Ellipsis ha pubblicato tre cd per la Cat Sound Records, coadiuvato dal sassofonista tedesco Ralph Reichert, che contengono una serie di standard scelti dal produttore ed arrangiati da Memoli. Inoltre, il trio ha in repertorio alcune composizioni originali di Memoli e brani di autori come Monk, Parker, Powell, Ellington.

Valdarno Jazz, diretto dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, è in collaborazione con associazione Music Pool, FTS – Fondazione Toscana Spettacolo, Valdarno Culture e è inserito nel circuito I-Jazz e Network sonoro.

Ingresso singolo concerto intero 10 €, ridotto 7. Prevendite su circuito box office, su ticket one, e su http://www.eventimusicpool.it. Per ulteriori informazioni visitare il sito internet https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/; infoline 055.24.03.97.

Immagine

Manifesto Valdarno Jazz Summer Festival 2013

20 Lug

Manifesto Valdarno Jazz Summer Festival 2013

Yellowjackets, tappa nel Valdarno venerdì 22 marzo al Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno

19 Mar

COMUNICATO STAMPA

 

 Venerdì 22 marzo al Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno si chiude con un evento speciale la 21° edizione del Valdarno Jazz Festival

Yellowjackets, tappa nel Valdarno per la più longeva fusion band della storia

Oltre 30 anni di attività. Presentano in formazione, al basso, Felix Pastorius, figlio del leggendario bassista Jaco Pastorius

 

In collaborazione con Music Pool. Prevendite aperte su circuito box office e su www.boxol.it 

Gran finale, venerdì 22 marzo alle ore 21.30 presso il Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno (corso Italia n.3) per la 21° edizione del Valdarno Jazz Winter Festival, diretto da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia. In collaborazione con Music Pool, in programma il concerto della più longeva e creativa fusion band della storia, gli Yellowjackets, con oltre 30 anni di carriera alle spalle, quattordici album, oltre un milione di copie vendute, centinaia di concerti in tutto il mondo. Si presentano, per questa esclusiva toscana, in una formazione speciale, con Bob Franceschini al sax, Russell Ferrante al piano e alle tastiere, Will Kennedy alla batteria e al basso Felix Pastorius, figlio del leggendario bassista Jaco Pastorius, selezionato per sostituire lo storico fondatore Jimmy Haslip, in questo anno sabbatico per lui (Informazioni 055 240397, prevendite on line www.eventimusicpool.it, altre prevendite: www.ticketone.it. Circuito Regionale Box Office tel. 055/210804 www.boxol.it Posto unico non numerato 18 euro, ridotto 16).

Sebbene il gruppo esista dal 1977, gli YellowJackets mantengono intatta l’esplosiva spinta a sperimentare continuamente linguaggi, fusioni e contaminazioni, e a rivedere il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. Ormai il loro sound e il loro stesso nome sono molto più di un marchio di fabbrica e, attraverso l’evoluzione della loro musica, rappresentano piuttosto un certificato di garanzia. Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto, preciso eppure lieve, con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica da musicisti che è un vero piacere ascoltare. Al momento stanno lavorando al nuovo album, “A Rise in The Road” (uscita prevista per  il 25 giugno 2013), titolo perfetto per questa band storica che non ha mai avuto paura di affrontare nuovi orizzonti musicali e le sfide della vita stessa.

 

La mitica band è nata su iniziativa di Robben Ford, del tastierista – pianista Russell Ferrante e del bassista Jimmy Haslip, entrambi affermati turnisti e session-man ricercati; continua ad esplorare e sperimentare nel campo della poliritmia, mischiando e fondendo diversi generi musicali: blues, pop, R&B, jazz. I primi lavori si sviluppano attorno all’esplosione della musica fusion, la formazione trova una certa stabilità con l’ingresso in formazione prima del batterista William Kennedy poi, dopo qualche anno, del sassofonista Bob Minzer quest’ultimo molto conosciuto negli ambienti jazz. Con questa formazione, che rimarrà invariata fino al 2001, il suono degli Yellow Jackets cambia sensibilmente rimanendo non più legato alla fusion nuda e cruda, ma inserito molto più a fondo in un contesto jazz, il tutto dovuto senza dubbio all’apporto di Minzer affascinato sì dalle sonorità coltraniane ma anche dall’elettricità soft di Ferrante e Haslip. Gli Yellowjackets hanno codificato un loro sound che rappresenta da anni un marchio di fabbrica, apponendo, con il loro nome, un certificato di garanzia più che riconosciuto. Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto, preciso eppure lieve, con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica da musicisti che è un vero piacere ascoltare. La loro ultima uscita discografica è del 2011 con “Timeline”, dedicata agli oltre 30 anni di attività del gruppo.

Domenica 10 marzo ore 17.30 Al Valdarno Jazz il duo composto da Alan Farrington & Paolo Birro

9 Mar

 Domenica 10 marzo ore 17.30, Montevarchi, Auditorium comunale, via Marzia 94, ingresso 7 euro

Al Valdarno Jazz il duo composto da Alan Farrington & Paolo Birro 

Un concerto vario, tra standard e originals, guidato dal vocalist e musicista anglo-italiano

 

Talento, raffinatezza e simpatia nel nuovo appuntamento del 21° Valdarno Jazz Festival, in collaborazione con Music Pool – Network Sonoro. In programma, domenica 10 marzo, alle ore 17.30, presso l’Auditorium comunale di Montevarchi (via Marzia 94), le note suadenti del duo composto dal musicista e vocalist anglo-italiano Alan Farrington e dal pianista Paolo Birro (ingresso 7 euro).

Nato in Inghilterra ma ormai italiano d’adozione, Farrington è un musicista eclettico e creativo che nel corso della sua carriera ha dato vita a numerose formazioni. Deve i primi successi ai Charlie and the Cats (Farrington, Cinelli, Valbusa), gruppo con il quale è riuscito a produrre otto dischi e un film. In seguito Farrington ha fondato l’Alan Farrington Band (con Ellade Bandini, Ares Tavolazzi e Sandro Gibellini), i No Smoking e i Maxi Taxi (con Gogo Ghidelli e Cesare Valbusa, con i quali suona rock a 360 gradi.

In scaletta, domenica, brani standard e originals di vario tipo e genere. “Sentirete musica sincera, che abbiamo riarrangiato con entusiasmo”, dice Farrington, che attualmente sta lavorando al Tributo a Fats Waller, in duo chitarra e voce, “un progetto fantastico a cui tengo molto”.  

Ulteriori info: https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/, infoline al 339 4762352 / 335 6919900.

Venerdì 1 marzo presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini Tra leggende e promesse del jazz, al VJ il sax di Emanuele Cisi incontra la storica batteria di Eliot Zigmund

28 Feb

 Valdarno Jazz, venerdì 1 marzo presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini

Tra leggende e promesse del jazz, al VJ il sax di Emanuele Cisi incontra la storica batteria di Eliot Zigmund

Emanuele Cisi al sax tenore, Massimiliano Rolff al contrabbasso, Eliot Zigmund alla batteria

 

Il Valdarno Jazz Festival, diretto da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, cala uno degli assi della sua 21° edizione. Venerdì 1 marzo presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini (via Veneto), alle ore 21.30, appuntamento speciale, tra leggende e promesse del jazz, con il trio capitanato dal sassofonista torinese Emanuele Cisi, uno dei musicisti Italiani più apprezzati sulla scena jazz internazionale: nel 1985, a soli 21 anni, è nei ricostituiti Area, mentre nel 1995 è il vincitore della categoria Nuovi Talenti nel Top Jazz della rivista Musica Jazz. Accanto a lui, in formazione per il Valdarno Jazz Winter Festival, il grande batterista newyorkese Eliot Zigmund, leggenda del jazz americano, instancabile drummer che con grande creatività e sapienza ha affiancato nella sua carriera e su progetti stabili grandi artisti come Bill Evans, Michel Petrucciani, Jim Hall, Stan Getz Pat Metheny e Benny Golson, solo per citarne alcuni. Musicista caratterizzato da un solido senso del beat, abbinato a grande gusto e sensibilità musicale, rimane tutt’oggi uno dei batteristi di riferimento della scena mondiale. Completa la formazione una nuova promessa del jazz Italiano, il contrabbassista e compositore Massimiliano Rolff. Ne scaturisce un concerto jazz in cui tradizione e ricerca si intrecciano con un sound asciutto e contemporaneo.

 Nell’occasione del concerto, si inaugura venerdì presso l’Auditorium, ad ingresso libero, la mostra “L’evoluzione della batteria nel jazz”, a cura di Alessandro Bianchini; presenta una collezione di batterie d’epoca, mettendo in luce i cambiamenti che la batteria, intesa come insieme di strumenti a percussione, ha subito dalle prime apparizioni nella scena musicale jazzistica dall’inizio del secolo ‘900 fino ai giorni nostri (mostra in replica il 22 marzo al Teatro Bucci). Ingresso 10 euro intero, 7 ridotto (under 26/over 65, ulteriori info: https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/; info 339 4762352 / 335 6919900).

Emanuele Cisi ha inciso una dozzina di cd come leader (o co-leader), e più di 50 come sideman, in vari paesi europei per etichette italiane e straniere (tra cui Emi, Blue Note, Universal, BMG). Ha suonato in concerti e registrazioni radiotelevisive in Europa, Stati Uniti, Cina, Oceania, collaborando con alcuni dei più importanti musicisti della scena mondiale come Clark Terry, Jimmy Cobb, Billy Cobham, Nat Adderley, Aldo Romano, Steve Grossman, Toquinho, Flavio Boltro, Sting e molti altri. Il suono personale e ricercato, l’approccio energico, uniti a una profonda conoscenza della tradizione e a uno spiccato senso della melodia e dello swing, sono i tratti salienti del suo stile.

Al VJ il trio europeo del pianista Antonio Faraò, con il placet di Herbie Hancock

15 Feb

Sabato 16 febbraio ore 21.30, Terranuova Bracciolini, Auditorium Le Fornaci, ingresso 7-10 euro

Al VJ il trio europeo del pianista Antonio Faraò, con il placet di Herbie Hancock

Antonio Faraò: piano, Martin Gjakonovski: contrabbasso, Vladimir Kostadinovic: batteria

“Antonio non è solo un ottimo pianista, è un grande”. Sono le parole di Herbie Hancock ad introdurre il musicista Antonio Faraò, considerato dalla critica uno dei più interessanti pianisti jazz dell’ultima generazione. Sarà in concerto sabato 16 febbraio alle ore 21.30 presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini, in trio europeo accompagnato da Martin Gjakonovski al contrabbasso, al suo fianco da 15 anni, e il giovane batterista serbo Vladimir Kostadinovic. Nel live brani originali di Faraò, tratti dall’ultimo album, “Domi”, dedicato a suo figlio Dominique e a tutti i bambini del mondo, oltre a vari brani tratti dai cd in trio e in quartetto; il repertorio spazierà fra temi originali melodici e altri ritmicamente/armonicamente piú complessi, includendo standard, in una proposta artistica eterogenea e diversificata (ingresso 10 euro intero – 7 euro ridotto, programma completo su https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/).

 Antonio Faraò, romano, classe ’65, è considerato dalla critica uno dei più interessanti musicisti jazz dell’ultima generazione. È nato in una famiglia dalle radici musicali ben salde: la mamma, nota pittrice e poetessa, e il padre, batterista jazz, entrambi appassionati di musica, lo abituano sin da piccolo all’ascolto di musicisti come Benny Goodman, Count Basie, Duke Ellington, Frank Sinatra, Ella Filtzgerald, trasmettendogli un gusto per lo swing che resterà intatto anche negli anni successivi, diventando elemento peculiare del suo modo di suonare. Tra le numerose collaborazioni, Franco Ambrosetti, Andrè Ceccarelli, Daniel Humair, Gary Bartz, Lee Konitz, Steve Grossman, Tony Scott, Chico Freeman, Miroslav Vitous, John Abercrombie, e, tra i protagonisti della musica leggera, la grande Mina.
Dice Faraò: “E’ la prima volta che partecipo a Valdarno Jazz Festival, devo dire che sono molto contento di aver ricevuto invito. Spero di trovare un pubblico attento e caloroso, ma penso che se la musica è sincera il feedback da parte dell’audience sia inevitabile”.

Qualche domanda a Antonio Faraò:

Una riflessione sulla scena jazzistica in Italia. Come  la vedi?

In Italia purtroppo esiste un sistema a mio avviso che strumentalizza quei pochi appassionati e altri profani di questo genere, senza dar loro alcuna possibilità di confronto. L’idea è di diffondere meglio questa musica e magari essere più equi dando spazio anche ai numerosi talenti. Mi viene in mente l’esempio della Francia dove il jazz è molto ben valorizzato e diffuso ovunque.

Progetti futuri?

In questo momento sto lavorando a un mio nuovo progetto che sarà un importante evento discografico, prossimamente infatti mi recheró a New York per incidere il mio nuovo cd prodotto da Cristal Records e Jandomusic. Attualmente collaboro anche con il grande violinista Didier Lockwood col quale recentemente ho fatto una serie di Concerti strepitosi a Parigi. Sono un paio d’anni che vengo invitato a New York dal mitico batterista americano Mike Clark e l’estate scorsa mi ha chiamato per incidere il suo nuovo cd che abbiamo registrato nel famoso jazz club Iridium con: Randy Brecker, Donald Harrison, Christian McBride e Rob Dixnon, l’uscita è prevista per questa primavera o autunno

Ingresso ai concerti 10 euro intero – 7 euro ridotto (under 26/ over 65). Possibilità di abbonamento a cinque spettacoli da 28 a 40 euro. Programma completo su https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/; info 339 4762352 / 335 6919900; mail a valdarnojazz@gmail.com.

 

21° VJ WINTER FESTIVAL, IL JAZZ BRILLA NEL VALDARNO

4 Feb

Dal 9 febbraio al 22 marzo 2012 nei comuni del Valdarno torna la kermesse jazzistica diretta dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Eventi Music Pool

 21° VJ WINTER FESTIVAL, IL JAZZ BRILLA NEL VALDARNO

Otto eventi tra stelle internazionali e certezze italiane. Attesa per gli Yellow Jackets, la mitica band statunitense di jazz e fusion (22 marzo). In programma anche due mostre dedicate al jazz

Il Valdarno, situato tra Arezzo e Firenze, diventa anche quest’anno la casa del jazz internazionale. Dopo il ciclo di guide all’ascolto in preparazione del festival, si inaugura sabato 9 febbraio la 21° edizione del VJ – Valdarno Jazz Winter Festival, kermesse musicale diretta dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Eventi Music Pool e inserito nel Network Sonoro, cartellone che riunisce i festival toscani. Fino al 22 marzo in programma otto eventi di grande musica, animati dalle stelle del jazz italico e internazionale, che si terranno tra l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini, l’Auditorium Comunale di Montevarchi e il Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno.

Un’edizione che, in un momento di difficoltà sociale ed economica, punta alla qualità come faro guida, per rafforzare l’idea della necessità dell’arte e della musica nella vita di ognuno. Nel cartellone, l’apertura, sabato 9 febbraio alle ore 21.30 a Terranuova Bracciolini, è affidata alla nuova produzione del Quintetto di Daniele Malvisi, “Virtuos circles of Miles Davis”, uno sguardo a 360° sull’opera davisiana, che ne esamina tutti gli aspetti, dalle composizioni giovanili meno conosciute ai grandi successi, da Nefertiti, Seven Steps to Heaven, Kind of Blue, a Amandla, Tutù. Segue l’European Trio del pianista Antonio Faraò, considerato dalla critica uno dei più interessanti pianisti jazz dell’ultima generazione, presente il 16 febbraio a Terranuova accompagnato da Martin Gjakonovski al contrabbasso e Vladimir Kostadinovic alla batteria.

Il 23 febbraio, a Terranuova, doppio appuntamento: in apertura il Progetto Originals del quartetto di Gianmarco Scaglia, omaggio al suono acustico degli strumenti del musicista emiliano, da anni attivo in Toscana (tra le collaborazioni di prestigio Joe Diorio, Skip Hadden, Paul Wertico, John Helliwell, Danilo Rea, Paolo Fresu).  A seguire il Quartetto di Carmelo Emanuele Patty, vincitore del concorso Jazz by the pool 2012 per nuovi talenti della musica contemporanea. Una serata speciale, in cui giovani e affermati professionisti del jazz si incontrano all’insegna della buona musica. Stesso palco, il 1 marzo, per  Emanuele Cisi, sassofonista torinese tra i più apprezzati (nel 1985, a soli 21 anni, è nei ricostituiti Area, tra le collaborazioni da Clark Terry, a Jimmy Cobb, Billy Cobham, Toquinho, Sting e molti altri), che incontra il contrabbassista e compositore Massimiliano Rolff e il grande batterista newyorkese Eliot Zigmund, leggenda del jazz americano. Zigmund è l’instancabile drummer che con grande creatività e sapienza ha affiancato nella sua carriera e su progetti stabili grandi artisti come Bill Evans, Michel Petrucciani, Jim Hall, Stan Getz e Benny Golson solo per citarne alcuni.

Sesto appuntamento, il 10 marzo, presso l’Auditorium comunale di Montevarchi, con le note suadenti del duo formato dal vocalist anglo-italiano Alan Farrington e dal chitarrista Sandro Gibellini, a cui segue, sempre a Montevarchi, il 17 marzo, il Valdarno jazz ensemble, l’appuntamento che valorizza la scena musicale giovanile. La chiusura del festival, il 22 marzo presso il Teatro Bucci a San Giovanni, è con Yellow Jackets, mitica e longeva (dal 1977) band statunitense di jazz e fusion, in cui compaiono giganti del jazz del calibro del pianista Russell Ferrante, del bassista Felix Pastorius, del batterista Will Kennedy e del sassofonista Bob Franceschini.

In programma anche due mostre d’arte, ad ingresso libero: la prima, dal titolo “L’evoluzione della batteria nel jazz”, a cura di Alessandro  Bianchini, presenta una collezione di batterie d’epoca, mettendo in luce i cambiamenti che la batteria, intesa come insieme di strumenti a percussione, ha subito dalle prime apparizioni nella scena musicale jazzistica dall’inizio del secolo ‘900 fino ai giorni nostri (dal 1 marzo presso l’Auditorium Le Fornaci, in replica il 22 marzo al Teatro Bucci); la seconda, “Riservato agli amici del Valdarno Jazz”, è l’esposizione fotografica a cura di Carlo Braschi, fotografo ufficiale del Festival, con vari scatti che immortalano i protagonisti delle 20 edizioni passate, dal 16 marzo a Le Fornaci.

 “Sarà un’edizione a base di buona musica e di interplay, che ha l’intento di coinvolgere la scena jazzistica tutta”, dicono i direttori artistici Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia. “Vogliamo che il Valdarno Jazz sia affare di molti, e non di pochi. È per questo che durante l’anno organizziamo le guide all’ascolto e una serie di iniziative volte a coinvolgere le associazioni della zona. Il Valdarno Jazz pensa sempre in grande, ma per farlo parte sempre dalla situazione in cui è nato. È un festival ben ancorato al territorio. Ci teniamo a sottolinearlo perchè oggi, più che mai, è importante essere uniti e capire che la sopravvivenza della musica di qualità dipende sempre più dalla nostra coesione e forza di volontà”.

Ingresso ai concerti 10 euro intero – 7 euro ridotto (under 26/ over 65). Biglietto unico per Yellow Jackets 18 euro intero, 16 ridotto. Possibilità di abbonamento a cinque spettacoli da 28 a 40 euro, escluso Yellow Jackets.

Sito web: https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/; info 339 4762352 / 335 6919900; mail a valdarnojazz@gmail.com. Per concerto Yellow Jackets informazioni 055 240397, prevendite on line www.eventimusicpool.it,  altre prevendite: www.ticketone.it – Circuito Regionale Box Office tel. 055/210804 www.boxol.it.

Django Reinhardt, il maestro del jazz manouche, tra musica, parole e immagini

15 Gen

COMUNICATO STAMPA

 

Mercoledì 16 gennaio seconda guida all’ascolto di “Aspettando il Valdarno Jazz” presso la Biblioteca Le Fornaci a Terranuova Bracciolini

Django Reinhardt, il maestro del jazz manouche, tra musica, parole e immagini

Alla presenza del critico musicale Francesco Martinelli. In apertura, alle ore 20.30, drink-coffeejazz presso Easy Bar con improvvisazioni musicali del chitarrista Andrea Cincinelli. https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/

Django Reinhardt, il maestro del jazz manouche, sarà protagonista domani, mercoledì 16 gennaio, di un appuntamento speciale tra parole, musica e immagini, presso la biblioteca Le Fornaci a Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 40/D, AR). La serata si aprirà alle ore 20.30 con il “drink-coffeejazz” presso l’Easy Bar, di fronte alla Biblioteca delle Fornaci, con improvvisazioni musicali del chitarrista Andrea Cincinelli. A seguire, alle ore 21.30, l’incontro “Django, vita e musica di una leggenda zingara”, ascolti guidati e presentazione a cura del musicologo Francesco Martinelli.

L’incontro ripercorre il libro omonimo, presentato da Michael Dregni e tradotto da Francesco Martinelli, pubblicato nel quadro della collaborazione tra EDT e Fondazione Siena Jazz. L’evento fa parte del ciclo di guide all’ascolto di “Aspettando il Valdarno Jazz”, approfondimento sui personaggi che hanno fatto la storia del jazz, di introduzione al Valdarno Jazz Winter Festival, kermesse musicale che a febbraio giunge alla 21° edizione, sotto la direzione artistica di Gianmarco Scaglia e Daniele Malvisi (ingresso libero, https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/).

Nell’incontro si evincerà come Django non sia solo il creatore di una corrente jazzistica di grande interesse, come il popolare gypsy jazz, ma un compositore, arrangiatore e improvvisatore di prima grandezza, capace di integrare il folklore europeo, la musica jazz e quella classica europea in una forma unica ed omogenea di espressione musicale che ne fa il fondatore del jazz europeo e la sua figura guida.

Nello stile multimediale di Martinelli, la figura di Django Reinhardt verrà delineata anche attraverso le immagini della sua carriera, diversi filmati che lo ritraggono in azione, e ascolti di brani particolarmente significativi per il rapporto del musicista con la cultura zingara, con la musica dei bal di Parigi, con i grandi del jazz afroamericano, con la musica europea del Novecento, e con l’evoluzione tecnologica della chitarra. I filmati, presentati in una versione digitalmente restaurata, coprono un ampio arco della carriera del chitarrista zingaro, dal 1932 al 1953, anno della scomparsa.

Comunicato completo su: https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/press/